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IL PRESIDENTE IRANIANO VUOLE CANCELLARE ISRAELE DALLA MAPPA E NEGA L’OLOCAUSTO?

ANNELIESE FIKENTSCHER E ANDREAS NEUMANN

30 aprile 2006

Un’ analisi della retorica dei mass-media lungo la loro strada verso la guerra all’ Iran – un commento sulle presunte dichiarazioni del Presidente dell’ Iran Ahmadinejad .

"Kein Krieg!" -- -- - "Ma ora che sono sull’ Iran, sulla minaccia all’ Iran, certo – (applauso) – la minaccia che viene dall’ Iran è, naturalmente, l’ obiettivo che loro affermano di distruggere il nostro forte alleato Israele. Questa è una minaccia, una seria minaccia. E’ una minaccia alla pace mondiale; è una minaccia, in sostanza, ad una forte alleanza. L’ ho detto chiaramente, lo dirò chiaramente di nuovo, che useremo la nostra potenza militare per proteggere il nostro alleato, Israele, e – (applauso.)" George W. Bush, Presidente USA, 20-03-2006 a Cleveland (Ohio) in un discorso improvvisato (fonte: www.whitehouse.gov ) Ma perché Bush parla dell’ obiettivo dell’ Iran di distruggere Israele?

Il Presidente dell’ Iran vuole che Israele sia cancellato dalle carte geografiche?

Radere al suolo Israele, colpire a ripetizione, distruggere, annientare, liquidare, eliminare Israele, cancellarlo dalla mappa – questo è ciò che il Presidente dell’ Iran ha chiesto – almeno questo è ciò che abbiamo letto o sentito alla fine dell’ Ottobre 2005. Spargere la notizia è stato molto efficace. Hanno detto che quella era una dichiarazione di guerra. Ovviamente i media e il governo erano tutt’uno nella loro indignazione. Che si sparge per il mondo.

Ma diamo un’ occhiata più da vicino a ciò che ha detto il Presidente dell’ Iran Mahmoud Ahmadinejad. E’ un merito del 'New York Times’ avere messo a nostra disposizione il discorso completo. Questo è un estratto di quanto pubblicato il 30-10-2005:

"Dicono che non è possibile avere un mondo senza gli Stati Uniti e il Sionismo. Ma sapete che questo è un obiettivo e uno slogan possibile. Facciamo un passo indietro. [[[ Avevamo in questo paese un regime ostile che non era democratico, era armato sino ai denti, con il SAVAK, il suo apparato di sicurezza SAVAK [l’ apparato di intelligence del governo dello Shah Iraniano] controllava tutti. C’era un ambiente di terrore. ]]] Quando il nostro amato Imam [l’ Ayatollah Ruhollah Khomeini, padre della rivoluzione Iraniana] disse che il regime andava rimosso, molti di quelli che affermavano di essere politicamente ben informati dicevano che non era possibile. Tutti i governi corrotti appoggiavano il regime quando l’ Imam Khomeini diede vita al suo movimento. [[[ Tutti i paesi occidentali e orientali appoggiavano il regime pure dopo il massacro del 7 Settembre [1978] ]]] e dicevano che la rimozione del regime non era possibile. Ma la nostra gente ha resistito e ora sono 27 anni che sopravviviamo senza un regime dipendente dagli Stati Uniti.
La tirannia dell’ Est e dell’ Ovest sul mondo sarebbe dovuta finire, ma la gente debole che riesce a vedere solo ciò che ha di fronte non poteva credere ciò. Chi avrebbe creduto che un giorno saremmo potuti essere testimoni del crollo dell’ Impero Orientale? Ma potemmo vedere la sua caduta durante la nostra vita. Ed è crollato in un modo che dobbiamo cercare informazioni nelle biblioteche, perché non è rimasta traccia di esso. L’ Imam [Khomeini] ha detto che Saddam doveva andarsene e disse che sarebbe diventato più debole di quanto chiunque potesse immaginare. Ora vedete che l’ uomo che dieci anni fa parlava con un’ arroganza tale che si sarebbe pensato fosse immortale, viene processato nel suo stesso paese in manette e catene [[[ da coloro che pensava lo sostenessero e con il cui appoggio commise i suoi crimini]]]. Il nostro amato Imam ha detto che il regime occupante andava cancellato dalla mappa e questa fu un’ affermazione molto saggia. Non possiamo fare compromessi sulla questione della Palestina. E’ possibile creare un nuovo fronte nel cuore di un vecchio fronte? Questa sarebbe una sconfitta e chiunque accetti la legittimità di questo regime [Israele] ha, di fatto, firmato la sconfitta del mondo Islamico. Il nostro amato Imam nella sua lotta ha mirato al cuore dell’ oppressore mondiale, cioè al regime occupante. Non ho alcun dubbio che la nuova ondata che è iniziata in Palestina, e di cui abbiamo testimonianza anche nel mondo Islamico, eliminerà questa disgraziata macchia dal mondo Islamico.
(Fonte: www.nytimes.com , basato su una pubblicazione della 'Iranian Students News Agency' (ISNA) -- note del New York Times in parentesi quadre – i passaggi tra triple parentesi quadre saranno lasciati in bianco nella versione MEMRI stampata sotto )

Sta diventando chiaro. Le affermazioni del Presidente Iraniano sono state riflesse dai media in maniera manipolata. Il Presidente dell’ Iran indica la rimozione dei regimi che sono al potere in Israele e negli USA, come un possibile scopo per il futuro. Questo è corretto. Ma non chiede mai l’ eliminazione o la distruzione di Israele. Rivela che i cambiamenti sono potenziali. Il Regime dello Shah appoggiato dagli USA nel suo stesso paese è stato sconfitto. A est il governo dell’ Unione Sovietica è crollato. Il dominio di Saddam Hussein è arrivato al termine. Riferendosi a ciò dà voce al desiderio che cambiamenti siano possibili in Israele rispetto alla Palestina. Porta come prova il riferimento dell’ Ayatollah Khomeini al Regime dello Shah che in tale contesto disse che il regime (cioè il Regime dello Shah) doveva essere rimosso.

Certamente, Ahmadinejad traspone questa citazione su un cambio di regime al caso della Palestina occupata. Questo deve essere legittimo. In ogni senso desiderare diverse condizioni politiche in un paese è affare di ogni giorno in tutto il mondo. Ma cambiare la richiesta della rimozione di un 'regime’ nella richiesta della rimozione di uno stato è un grave inganno e una pericolosa demagogia.

Questo è un capitolo della guerra contro l’ Iran che è già iniziata, nelle parole di Georg Meggle professore di filosofia all’ Università di Leipzig , con la fase cioè probabilmente più importante, la fase della propaganda.

Vogliamo marginalmente citare che è stato l’ex Vice Ministro USA della Difesa e attuale Presidente della Banca Mondiale, Paul D. Wolfowitz, che nel Settembre 2001 parlò in pubblico e senza alcun genere di soggezione di porre fine a stati. Ed è stato il padre di George W. Bush che iniziò la discussione su una guerra nucleare che può essere vinta se solo è assicurata la sopravvivenza di una elite.

Prendiamo un altro esempio: il giornale tedesco on-line tagesschau.de scrive le seguenti cose sul Presidente dell’ Iran il 27-10-2005: "Non c’è dubbio: la nuova ondata di attacchi in Palestina cancellerà la macchia dal volto del mondo Islamico." Invece di usare la parola originale 'ondata’ scrivono 'ondata di attacchi’ . Questa sostituzione del testo originale è ciò che chiamiamo disinformazione. Per esempio sarebbe corretto dire: "Il nuovo movimento in Palestina cancellerà la macchia di disgrazia dal mondo Islamico." Inoltre questa affermazione si riferisce al regime di occupazione citato nella frase precedente.


Per precauzione esamineremo una differente traduzione del discorso – una versione preparata dal Middle East Media Research Institute (MEMRI), situato a Washington:

"Essi [chiedono]: 'E’ per noi possibile vedere un mondo senza l’ America e il Sionismo?’ Ma dovete ben sapere che questo slogan e questo obiettivo sono raggiungibili, e certamente possono essere ottenuti. [[[…]]] " 'Quando l’ amato Imam [Khomeini] disse che il regime [dello Shah] doveva andarsene, e che chiediamo un mondo senza governi succubi, molta gente che affermava di avere conoscenza della politica o di altro [chiese], 'E’ possibile [che il regime dello Shah sia rovesciato]?’ Quel giorno, quando l’ Imam [Khomeini] diede inizia al suo movimento, tutti i poteri appoggiavano il regime corrotto [dello Shah] [[[…]]] e dicevano che non era possibile. Però la nostra nazione rimase ferma e ad oggi sono 27 anni che viviamo senza un governo che dipenda dall’ America. L’ Imam [Khomeini] disse: 'Il governo dell’ Est [U.R.S.S.] e dell’ Ovest [U.S.A.] deve finire.’ Ma la gente debole che vede solo il piccolo mondo attorno a sé non ci credeva. Nessuno credeva che un giorno saremmo stati testimoni del crollo dell’ Imperialismo dell’ Est [cioè dell’ U.R.S.S.], e diceva che era un regime di acciaio. Ma nella nostra breve vita abbiamo visto come questo regime è crollato in un modo tale che lo dobbiamo cercare nelle biblioteche e non troviamo una letteratura su di esso.
L’ Imam [Khomeini] disse che Saddam [Hussein] doveva andarsene, e che sarebbe stato umiliato in un modo mai visto. E cosa vedete oggi? Un uomo che, 10 anni fa, parlava con così tanto orgoglio come se fosse destinato a vivere in eterno e che oggi è incatenato per i piedi e che viene processato nel suo stesso paese [[[…]]] l’ Imam [Khomeini] disse: ' Questo regime che sta occupando Qods [Gerusalemme] deve essere eliminato dalle pagine della storia.’ Questa frase è molto saggia. La questione della Palestina non è una questione su cui possiamo fare compromessi. E’ possibile che un fronte [Islamico] permetta ad un altro fronte [cioè ad un paese] di sorgere nel suo [stesso] cuore? Questo vuol dire sconfitta, e chi accetta l’esistenza di questo regime [cioè di Israele] in effetti firma la sconfitta del mondo Islamico. Nella sua battaglia contro il Mondo dell’ Arroganza, il nostro amato Imam [Khomeini] stabilì il regime che occupa Qods [Gerusalemme] come l’obiettivo della sua battaglia.
Non dubito che la nuova ondata che è iniziata nella nostra cara Palestina e che oggi vediamo anche nel mondo Islamico è un’ ondata di moralità che si è diffusa in tutto il mondo Islamico. Molto presto la macchia della disgrazia [cioè Israele] scomparirà dal centro del mondo Islamico – e ciò è raggiungibile."
(Fonte: memri.org, basato sulla pubblicazione dell’ 'Iranian Students News Agency' (ISNA) – note del MEMRI in parentesi quadre – i passaggi mancanti rispetto al 'New York Times’ sono in triple parentesi quadre)

Il termine 'mappa’ a cui lungamente fanno riferimento i media non appare nemmeno. Mentre il 'New York Times’ ha scritto: "Il nostro amato Imam ha detto che il regime di occupazione andava cancellato dalla mappa" la versione del MEMRI è "L’ Imam [Khomeini] disse: Questo regime che sta occupando Qods [Gerusalemme] deve essere eliminato dalle pagine della storia."

Il MEMRI ha aggiunto la seguente prefissata formulazione alla sua traduzione come una sorta di titolo: "Molto Presto, Questa Macchia di Disgrazia [cioè Israele] Verrà Cancellata dal Centro del Mondo Islamico – e Ciò è Raggiungibile". Pertanto estraggono questo dal contesto e usando la nota 'cioè Israele’ distorcono allo scopo il significato. L’ accorciamento temporale 'molto presto’ non appare nemmeno nella traduzione del NY-Times. Inoltre è impressionante che il MEMRI abbia cancellato nella sua traduzione tutti i passaggi che caratterizzano il Regime dello Shah appoggiato dagli USA come un regime di terrore e che allo stesso tempo mostrano il vero carattere della politica USA.

Una traduzione indipendente dell’ originale (come la versione pubblicata dall’ ISNA) mostra come Ahmadinejad non usi il termine 'mappa’. Egli cita l’ affermazione dell’ Ayatollah Khomeini che il regime di occupazione deve svanire da questo mondo – tradotto letteralmente : dal teatro delle epoche. Sarebbe a dire: non c’è spazio per un regime di occupazione in questo mondo e, rispettivamente, in questa epoca. La formulazione 'cancellare dalla mappa’ usata dal 'New York Times’ è una interpretazione molto libera e aggravante che è equivalente a 'radere qualcosa al suolo’ o ' annientare qualcosa’. Le successive traduzioni, prima in inglese ('cancellare dalla mappa’), poi dall’ inglese al tedesco – e tutto in maniera letterale ('von der Landkarte löschen') – ci allontanano sempre più dall’ originale. La cosa perfida riguardante questa traduzione è che l’espressione 'mappa’ può essere usata in un solo modo (intenzionale): uno stato può essere rimosso da una mappa ma non un regime, cosa di cui stava realmente parlando Ahmadinejad.

Ancora, seguendo la traduzione indipendente: "Non ho dubbi che il nuovo movimento che ha luogo nella nostra amata Palestina è un movimento spirituale che attraversa l’intero mondo Islamico e che presto rimuoverà dal mondo Islamico questa macchia di disgrazia."

Bisogna chiedersi come sia possibile che 'movimento spirituale’, cioè 'ondata di moralità’ (come tradotto dal MEMRI) e 'ondata di attacchi’ possano essere equiparati e tradotti (come per esempio in quanto pubblicato dal tagesschau.de

Il presidente dell’Iran nega l’Olocausto?

"Il governo tedesco ha condannato i ripetuti attacchi anti.-Israele da parte del presidente Ahmadinejad. Il ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier ha sostenuto che questo comportamento è intollerabile.e la cancelliere Angela Merkel lo ha definito "inconcepibile"(vedi tagesschau.de 2005-12-14).

Non solo il ministro degli Esteri tedesco e la cancelliere Merkel hanno dichiarato ciò, anche Bild-Zeitung, tagesschau.de, parti del movimento per la Pace, il Presidente americano Bush, la CNN, la fondazione Heinrich-Böll e numerosi giornali tedeschi e internazionali hanno sostenuto che il presidente iraniano Ahmadinejad ha negato l’esistenza dell’Olocausto. Ma su cosa si basano le sue affermazioni?

In sostanza sono contenute nelle seguenti dichiarazioni del 14 dicembre 2005 e in quelle dell’11 febbraio 2006:
"Il presidente iraniano ha attaccato Israele e l’Occidente negando l’Olocausto, sostenendo che, invece di fare oggetto della discussione gli attacchi israeliani contro la Palestina, l’Occidente impiega tutte le sue energie per raccontare il massacro contro gli ebrei", ciò è stato sostenuto da Ahmadinejad durante un discorso a Zahedan nel sud-est dell’Iran ripreso dalla tv iraniana news-channel Khabar. Quel giorno il presidente iraniano ha sostenuto che "se l’Occidente crede all’assassinio di 6 milioni di ebrei durante la seconda guerra mondiale, l’Occidente stesso dovrebbe trasferire un pezzo della terra d’Israele negli USA, in Canada o in Alaska" (dispaccio dell’agenzia di stampa tedesca DPA del 14 dicembre 2005).

La tv tedesca n24 sottolinea le seguenti dichiarazioni del dicembre 2006 usando il titolo 'il presidente dell’Iran sostiene che l’Olocausto sia solo un mito’: "Il presidente Ahmadinejad ha attaccato verbalmente Israele e ha sostenuto che l’Olocausto è solo un mito, una scusa per gli occidentali per dare ad Israele uno stato nel cuore del mondo islamico. In nome dell’Olocausto gli Europei hanno creato una leggenda per giustificare la presunta superiorità del loro Dio, della loro religione e dei loro Profeti".

L’agenzia di stampa iraniana IRNA , il 14-12-2006, riporta quanto segue: "Se gli Europei stanno dicendo il vero, reclamando la morte di 6 milioni di Ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale- insistendo sull’arresto e la prigione per chi si opponesse- perché la Palestina deve pagare per i loro crimini?" "Perché essi si sono stabilizzati nel cuore della Nazione Islamica commettendo efferati crimini con le loro bombe, i loro missili?" "Se noi avessimo commesso questi crimini in Europa, in America o in Alaska, voi non ci avreste dato un pezzo di terra nel cuore del mondo islamico".

Il presidente Ahmadinejad ha aggiunto che "Se la civiltà consiste nell’aggressione, nel disprezzo delle nazioni oppresse, nella soppressione di chi cerca giustizia, nella povertà della maggior parte del mondo, allora noi disprezziamo questo tipo di civiltà".
C’è ancora altro nel servizio della tv tedesca 24 dal titolo "In nome dell’Olocausto hanno creato un mito", qui possiamo notare come ci sia molta differenza rispetto a quanto pubblicato per esempio dalla Agenzia di stampa tedesca DPA: Ciò che Ahmadinejad fa non è negare l’Olocausto, no! Egli è critico contro l’imperialismo dominante che usa l’Olocausto per mettere a tacere le voci critiche e giustificare i piani di guerra: la CNN (15-12-2005) riporta quanto segue: "se voi avete bruciato gli Ebrei, perché non date a Israele un pezzo d’Europa, del Canada o degli Stati Uniti?", la domanda è "se avete commesso questo orrendo crimine perché la nazione palestinese deve pagare per voi?"



[Presidente Iraniano Ahmadinejad - Parziale trapianto di faccia]

Il ''Middle East Media Research Institute' (MEMRI) di Wahington riporta così le dichiarazioni del presidente iraniano del 14-12-2006:
"…noi ci chiediamo, se avete commesso questo terribile crimine, perché la Palestina deve essere punita al posto vostro? Se avete commesso un crimine sarete voi stessi a pagare!" " la nostra offerta era e rimane la seguente: Israele venga trasferito in Europa, in Canada o negli Stati Uniti. Resta inteso che se gli Israeliani seguiranno questa linea la gente iraniana non opporrà obiezioni".

Il MEMRI disapprova omettendo volontariamente questa frase: "Perché gli israeliani sono venuti nel cuore del mondo islamico e stanno commettendo aggressioni e crimini con bombe e missili contro la Palestina?". Tale affermazione è stata volontariamente non tradotta e quindi non riportata perché spiega che gli Israeliani si sono stabiliti in una terra (quella palestinese) non di loro appartenenza, avviando una politica aggressiva ed espansionistica nei confronti della Palestina, ignorando il diritto internazionale e qualsiasi risoluzione delle Nazioni Unite.

Si evince che la negazione dell’Olocausto da parte del presidente iraniano non può essere sostenuta se Ahmadinejad parla di un orrendo crimine perpetrato ai danni degli Ebrei (ma dagli Occidentali). In un altro dispaccio dell’ IRNA, l’ autore arabo di Ghazi Abu Daqa scrive su Ahmadinejad: "Il presidente iraniano non ha niente contro i sostenitori dell’Ebraismo, egli è contro il Sionismo inteso come politica espansionistica e occupazione militare" "…e che nel mondo civile non c’è posto per il regime sionista" "e che questa idea non è molto ben vista dai centri di potere del mondo Occidentale" "Sostenere la critica contro la politica aggressiva dell’Occidente, al quale Israele appartiene, non significa eseere antisemita". "Ci piacerebbe che questa nostra posizione avesse voce nel mondo perché la questione israelo-palestinese è un problema serio per il mondo".

Secondo l’ IRNA l' 11-02 2006 Ahmadinejad ha sostenuto che: " il vero Olocausto viene perpetrato quotidianamente in Palestina, e in Iraq dove i musulmani vengono uccisi tutti i giorni" "Alcuni governi occidentali, soprattutto gli Stati Uniti, approvano il sacrilegio del profeta Mohammad (PBUH), mentre in nome dell’Olocausto, il Sionismo esercita pressioni da 60 anni su tutti i paesi del mondo e uccide innocenti in Palestina, questo deve essere considerato un crimine". "L’affermazione secondo la quale il presidente iraniano nega l’Olocausto è sbagliata a tal punto da destare qualche sospetto", egli non nega l’Olocausto ma parla della sua negazione, egli non nega l’Olocausto ma parla della negazione del Mito dell’Olocausto, è qualcosa di totalmente differente!

Il Mito dell’Olocausto, che è stato oggetto delle frasi di Ahmadinejad, è stato costruito in congiunzione con l’Olocausto stesso per tenere tutti sotto pressione. Questo è il pensiero dominante ma, Ahmadinejad sostiene che questo pensiero non va appoggiato. Se Ahmadinejad condanna i fatti come un crimine per incrementare la teoria del mito dell’Olocausto, come troviamo nella traduzione del MEMRI ciò acquisisce un significato molto diverso dal comune pensare. Se la frase "mito dell’Olocausto" viene trasformata in "favola di un massacro" (come fa il DPA tedesco), ciò può essere considerato solo come un tentativo malizioso di rendere i fatti e una mistificazione della realtà. Le parole del presidente iraniano sono diventate oggetto di battaglie di propaganda e mistificazione, è nostra responsabilità evidenziarlo.

Concludendo: un dispaccio dell’agenzia di stampa Reuters del 21 febbraio 2006 conferma che il ministro degli esteri iraniano Manuchehr Mottaki ha smentito che i suo paese vuole cancellare Israele dalla cartina geografica, il presidente Mahmoud Ahmadinejad è stato frainteso, nessuno può cancellare un paese dalla cartina geografica, il presidente non pensava allo stato di Israele ma al suo regime politico aggressivo e imperialista…."non legittimeremo questo regime"; il ministro Mottaki ha anche riconosciuto l’esistenza dell’Olocausto e dell’assassinio di sei milioni di Ebrei durante l’era del nazional-socialismo.

Il prossimo passo è collegare la figura del presidente Mahmoud Ahmadinejad a Hitler, ed è stato fatto dal capo della comunità ebraica francese (Crif) che il 20-02-2006 a Parigi ha sostenuto che 'le idee del presidente Mahmoud Ahmadinejad non hanno nulla da invidiare al Mein Kampf' di hitleriana memoria, anche il capo della comunità ebraica tedesca, Paul Spiegel, qualifica la posizione di Ahmadinejad come la peggior posizione politica dai tempi di Hitler. Alla Casa Bianca il presidente iraniano è chiamato direttamente Hitler. La cancelliere Merkel ha detto a Monaco qualche giorno fa che "un nemico può essere prevenuto se attaccato, la Germania è ai limiti della sua tolleranza, la situazione iraniana è costantemente sotto controllo".

Tutto ciò significa guerra.

Anche Slobodan Milosevic fu paragonato e chiamato Hitler, il risultato fu una guerra contro la Yugoslavia; Saddam Hussein fu definito Hitler e quello che seguì fu una guerra contro l’Iraq. Ora il presidente iraniano è chiamato Hitler, e di certo qualcuno che viene paragonato ad Hitler non userà l’energia atomica per scopi civiliNessuno crederà in lui. "Ufficialmente nessuno stato occidentale considera l’arricchimento dell’uranio illegale, non ci sono restrizioni di legge negli stati occidentali. Al contrario, gli stati occidentali dovrebbero assistere l’Iran nelle sue attività, in accordo con il Trattato di non-proliferazione nucleare.

Se uno stato rinuncia alla costruzione di armi atomiche è meritevole di supporto tecnico da parte degli aderenti al Trattato nello sviluppo di energia nucleare a scopi civili (Jörg Pfuhl, ARD radio studio Istanbul 11-01-2006). Ma ciò non conta perché il capo di stato iraniano è considerato al pari di Hitler.

Anneliese Fikentscher e Andreas Neumann
Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article12790.htm
19.04.06

Tradotto dal tedesco all’ inglese da Erik Appleby per www.informationclearinghouse.info

Traduzione dall’ inglese a cura di GENNARO SEVERINO per www.comedonchisciotte.org


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